Passeggiare con il nostro cane, quanti benefici!

shutterstock_148872464Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì a mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione. –Daniel Pennac

Noi e il nostro cane. Un rapporto che ogni giorno cresce e diventa più solido, anche grazie a quei momenti dedicati alle passeggiate insieme.

Passeggiare con il proprio cane è un toccasana non solo per lui, ma anche e soprattutto per noi, che ne traiamo un benessere fisico oltre che psicologico. 

Per il nostro cane uscire più volte al giorno è innanzitutto un esercizio mentale, è dimostrato infatti che il tempo trascorso fuori insieme al padrone ne alimentano l’intelligenza. Un altro beneficio è quello dell’esercizio della capacità olfattiva: annusare ogni cosa aiuta il cane a conoscere l’ambiente circostante, nonchè rendere sempre più attivo il suo olfatto.

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Studi recenti hanno dimostrato che un cane che esce più volte al giorno è un animale sereno e socievole: uscire significa infatti incontrare altri cani e giocare con loro. Ciò rappresenta indubbiamente un duplice vantaggio: per il nostro peloso, che non avrà atteggiamenti aggressivi e per noi, che potremo godere del suo meritato riposo dopo essersi scatenato con i compagni di gioco.

E per noi? Beh, è noto che passeggiare almeno 30 minuti al giorno giova al nostro corpo e alla nostra mente: uscire e giocare con il nostro cane ci aiuterà a fare esercizi!

Da un punto di vista emotivo non sono da sottovalutare le occasioni di incontro e nuove conoscenze che si presentano ogni volta che usciamo con il nostro cane: anche solo scambiare opinioni con nuove persone alimenta la nostra autostima.

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Con l’arrivo della bella stagione possiamo approfittare di tempi maggiori da dedicare alle passeggiate con il nostro compagno fedele: il beneficio maggiore e più duraturo è quello del legame con lui che diventerà sempre più solido e forte.

Un legame che vi accompagnerà sempre e del quale, fidatevi, non riuscirete più a fare a meno.

 

Ciao Valeria

valeria-rossiSavonese, classe ’53, Valeria Rossi, la voce e la penna di Ti presento il cane è stata senza dubbio una figura di riferimento per il mondo della cinofilia italiana.

Ci ha lasciati due giorni fa, portata via da un male incurabile.

Ma quello che ci lascia è davvero tanto. Ed è di questo che vogliamo scrivere oggi. Ricordando ogni suo prezioso consiglio, i piccoli grandi segreti per rendere la convivenza con il proprio cane la più serena possibile, le sue acute e attente descrizioni, grazie alle quali abbiamo imparato a conoscere le diverse razze.

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Ci verrebbe da dire che Valeria lascia un vuoto. Ma non è vero, Valeria ha riempito con le sue parole i vuoti di conoscenza che avevamo. Ci ha portati per mano verso la comprensione del nostro animale con professionalità e garbo, perchè Valeria prima di essere un’ottima addestratrice era una donna dai modi gentili e cortesi, come pochi oggi sanno essere.

Non vogliamo abbandonarci alla tristezza, oggi preferiamo ringraziarla con l’entusiasmo che si deve ad una persona che ha dato tanto e che ha messo tanto cuore in ogni sua azione. 

Ciao Valeria, ci mancherai ma sappi che ogni giorno faremo tesoro delle tue parole e questo per noi sarà il miglior modo per ricordarti.

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Il pedigree. Cosa è, a cosa serve, come si ottiene

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Dott. Corrado Claudio Monzani n° 1614 Ordine dei Medici Veterinari di Milano

Il pedigree. Un documento a molti sconosciuto. Come il nostro utente Sergio che ci ha scritto per avere maggiori informazioni su cosa è, a cosa serve e soprattutto, come lo si ottiene. Infine, Sergio vorrebbe sapere se le razze  che non hanno il pedigree possono partecipare a concorsi e manifestazioni? Risponde il Dott. Corrado Monzani, specialista Veterinario.

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Caro Sergio, grazie per le tue domande e spero di poter essere esaustivo con la mia risposta.
Il pedigree è un documento che riporta la genealogia di un animale. In sintesi potremmo definirlo una carta d’identità dell’animale, corredata dal suo albero genealogico.
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Deriva dal francese “Pied de Grue” che significa letteralmente “zampa di gru”, riferendosi alla tradizione antica dei manoscritti ib cui i discendenti  erano indicati con biforcazioni di linee rette simili alle orme di gru.
Sul pedigree è riportato l’albero genealogico dell’animale fino a diverse generazioni indietro ed è così tenuta traccia della sua linea di sangue.
Normalmente sono i proprietari della madre dei cuccioli che ne fanno richiesta, nell’immediatezza del parto, fornendo i dati del piccoli e dei rispettivi “avi”.

In Italia l’ente che cura l’iscrizione di un cane ai libri genealogici è l’ENCI (Ente nazionale cinofilia italiana), affiliato alla FCI (Federazione cinofila internazionale) che raggruppa le federazioni cinofile di oltre 80 paesi.

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Mentre per  il gatto esistono molte associazioni private, che possono rilasciare il documento di discendenza, come ad esempio l’ANFI.

A livello europeo è assolutamente vietata la commercializzazione di cuccioli senza pedigree, pertanto i negozi di animali e gli allevatori professionali sono tenuti a vendere soltanto animali con pedigree secondo il decreto legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992.

Un cane sprovvisto di pedigree non può considerarsi un cane di razza pura, anche se ha elementi fisici che possono avvicinarlo molto a razze particolari. Come tale, quindi, non può in alcun modo partecipare a manifestazioni o esposizioni. Sempre per la stessa ragione sarà difficile trovare un compagno o compagna per accoppiamento: gli allevatori in questo senso sono molto rigidi e pretendono il pedigree.

Occorre tuttavia sottolineare come questo documento sia potenzialmente più utile rispetto a come viene utilizzato: infatti il pedigree italiano non fornisce informazioni zootecniche, ovvero quelle relative a possibili malattie congenite dell’animale e della sua stirpe.

Sul sito dell’ENCI troverà inoltre tutta la documentazione da fornire e ulteriori dettagli per la richiesta del pedigree.shutterstock_115993672