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L’estate non fa rima con abbandono

PEtME_Post_Abbandono_2Sole, mare, caldo e relax. Aspettiamo l’arrivo dell’estate come fossimo tutti bambini, pronti a sentirci liberi per qualche settimana.

Ancora oggi però, per una buona parte della popolazione, estate fa rima con abbandono. Una piaga del nostro Paese, il peggior segno di scarsa civiltà, se è vero, come affermava Gandhi, che la civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali. Dati allarmanti parlano di circa 150.000 abbandoni annui, di cui la maggior parte cani e gatti., con un picco nei mesi estivi di oltre 600 abbandoni al giorno. Numeri decisamente troppo alti se pensiamo che nel nostro Paese ogni famiglia possiede almeno un animale domestico, quindi, si presume, vi sia un rispetto prima ancora che dell’affetto per ognuno di loro

Lo Stato, nella speranza di arginare il fenomeno, ha istituito, con la la legge del 14 agosto 1991 n. 281, un fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia. Nonostante ciò, soprattutto nel Sud, sono ancora troppi gli animali abbandonati: è stato stimato che l’80% dei cani abbandonati è destinato alla morte.

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E la legge? La legge punisce chi abbandona, l’articolo 727 del codice penale è infatti stato sostituito con il seguente:
(Abbandono di animali) – Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

E allora, perchè l’abbandono degli animali continua ad essere una delle peggiori piaghe del nostro Paese? Se lo Stato dispone fondi per la loro tutela, se la legge punisce penalmente il loro abbandono, perchè si agisce ancora indisturbati e soprattutto senza conseguenze?

Noi pensiamo sia innanzitutto una questione di cultura. In primis, la cultura del possesso di un animale che non può prescindere dalla consapevolezza che si tratta di un essere vivente, che cresce, che ha esigenze, che può ammalarsi, che invecchia. Un possesso consapevole del proprio animale domestico sarebbe una buona base da cui partire per comprenderne le grandi gioie, ma anche la mole di lavoro.

PEtME_Post_Abbandono_1Il tuo animale è per sempre, recita la nostra campagna contro l’abbandono. Perchè ogni volta che decidiamo di accoglierne uno in famiglia, dobbiamo ricordarcelo. E allora, iniziamo a non regalare più gli animali, perchè un animale deve essere una libera e ponderata scelta. Iniziamo a non accontentare più i nostri bambini che ne chiedono uno, pensando che si tratti di un peluche. Educhiamo i nostri figli al rispetto dell’animale, eliminando invece quel senso di paura che spesso i genitori incutono, “Attento, che ti morde!”.

No. Un animale non morde senza motivo. Morde se attaccato o se spaventato!

Al di là delle leggi e delle sanzioni, che dovrebbero essere applicate e non solo elencate, iniziamo tutti a diffondere una cultura di convivenza civile con gli animali, nel pieno rispetto della loro natura.

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Oggi più che mai, siamo noi a fare la differenza!