La carruba un’ingrediente in più nell’alimentazione dei CANI

La Natura offre delle materie prime ottime per la salute dei nostri amici “pelosi”. E’ il caso della Carruba, un’ingrediente in più nell’alimentazione dei CANI , che Adragna, storica azienda Siciliana produttrice di alimenti per cani e Gatti utilizza nei suoi prodotti PREMIUM.

La carruba un’ingrediente in più nell’alimentazione dei CANI

La carruba  è un frutto di grande valore nutrizionale.  Innanzitutto, è un potente anti-diarroico naturale. Nelle carrube sono presenti elevate percentuali di sali minerali come potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, zinco, selenio e ferro.

Anche le vitamine sono molto presenti nella Carruba.  In particolare è forte la presenza quelle del gruppo B, della vitamina C,  E, K e J e dei folati alimentari.

Perchè la carruba fa così bene nella dieta dei Cani.

Tra i benefici della carruba per il nostro cane vi è senza dubbio quello di essere un alimento che sazia. Per questo è consigliato anche nelle diete ipocaloriche per esseri umani. Ogni 100 gr di carruba si assorbono circa 250 calorie e ben 23 gr di fibre.

Il consumo moderato interferisce con l’attività degli enzimi digestivi stimolando il senso di sazietà e favorendo la regolarità intestinale. Inoltre, il frutto è privo di glutine e può essere consumato in una dieta senza glutine, ideale per prodotti di alta fascia dedicati al cane.

I benefici della carruba per il nostro cane non finiscono qui. E’ dimostrato che i polifenoli presenti (quercitina, acido gallico e delfinidina) hanno proprietà anti-proliferative e pro-apoptotiche.

L’elevato contenuto di fibra è associato ad un apporto glicemico molto basso. I tannini presenti nella polpa svolgono nell’intestino una profonda azione ‘pulente’ nei confronti dei batteri che aggrediscono le cellule intestinali e per questo motivo sono considerate a giusta causa un potente anti-diarroico naturale.

La Carruba nei prodotti PREMIUM di ADRAGNA

Adragna produce i propri alimenti usando solo le migliori materie prime reperibili sul mercato siciliano e italiano.  Questo lo rendono a tutti gli effetti prodotti del mediterraneo e quindi “made in italy”.

Tra  tanti prodotti ADRAGNA il prodotto Naxos Adult Sterilight medium Pollo e Agrumi in formato da 12 Kg contiene Carruba oltre agli Agrumi di Sicilia e Pollo.

Adragna Naxos Sterilight è un alimento pensato per rispondere alle esigenze nutrizionali dei cani adulti di taglia piccola realizzati senza l’aggiunta di coloranti o conservanti artificiali con l’aggiunta Agrumi di Sicilia. la formula Sterilight è indicata per il mantenimento di peso dei cani adulti di taglia piccola in quanto tiene conto delle particolari esigenze fisiologiche e nutrizionali che caratterizzano gli animali di questa taglia ed età.

Il corretto rapporto tra Omega 3 e Omega 6 e la sapiente integrazione di vitamina A e C contribuisce al mantenimento di una cute in buona salute e di un mantello morbido e lucente.

La Gestione di Cani e Gatti durante l’epidemia COVID-19

Sono episodi isolati, ma aprono uno scenario che capovolge le bufale circolate in questo periodo. I nostri amici a 4 zampe non ci contagiano, anzi, siamo noi a poterli infettare.

Ecco cosa dice in proposito l’Istituto Superiore di Sanità.

La Gestione di Cani e Gatti durante l’epidemia COVID-19

Iniziamo subito sgombrando il campo dalle notizie false che circolano in rete e che possono indurci a diffidare dei nostri amici pelosi: cani e gatti non trasmettono il virus Covid-19 agli esseri umani e, quindi, non dobbiamo temerli o, peggio, abbandonarli!

Lo ribadisce anche la campagna di sensibilizzazione ideata dalla Croce Rossa Italiana, #noinonsiamocontagiosi, che sottolinea come non esistano prove scientifiche del fatto che i nostri animali possano contagiarci. 

Anzi, è esattamente il contrario. l’Istituto Superiore di sanità, infatti, rivela che gli studi in corso indicano che siano proprio loro a dover essere protetti dai pazienti positivi al virus.  L’elevata circolazione del virus tra gli umani in rare occasioni può non risparmiare gli animali che condividono lo stesso ambiente domestico.

I dati, riferiti al 2 aprile, riportano che, a fronte di oltre 800.000 casi confermati nel mondo di Covid-19 nell’uomo, siano solo 4 quelli  negli animali da compagnia. Due cani e un gatto a Hong Kong, pressoché asintomatici, e un gatto in Belgio. In tutti i casi, all’origine dell’infezione degli animali vi sarebbe la malattia dei loro proprietari, tutti affetti da Covid-19.

#ProteggiamoAncheLoro!

Quindi, la raccomandazione da far circolare è quella di adottare comportamenti volti a ridurre al massimo l’esposizione al virus dei nostri amici a 4 zampe.

Anche gli organismi internazionali che si stanno occupando di questo argomento consigliano di evitare effusioni e di mantenere le misure igieniche di base raccomandate. Quali sono? Quelle ormai note. Lavarsi le mani prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o con i loro giochi.

D’altro canto, essendo un virus nuovo, occorre ancora raccogliere molti dati sulla malattia negli animali da affezione. Quattro episodi non cambiano la situazione.  Le evidenze scientifiche hanno accertato che il virus passa da uomo a uomo e non da animale a uomo. Anche se gli ultimi studi pubblicati indicano il pangolino come specie intermedia di trasmissione del virus dal pipistrello all’uomo.

È bene perciò ripeterlo. I casi in questione indicano il passaggio del virus da uomo ad animale e non il contrario e, di conseguenza, vanno prese misure di precauzione per proteggerli. Ma senza generare un allarmismo ingiustificato, Anzi al contrario il nostro amico peloso può essere un eccellente compagno per combattere le nostre ansie in questi momenti di solitudine!

Marcella Valverde

4 motivi per cui è importante un pet sitter

Filariosi cardiopolmonare: un pericolo per cani e gatti.

Il ritorno delle zanzare si avvicina e non è solo una scocciatura. Tramite le loro punture, infatti, questi insetti possono inoculare nell’organismo dei nostri amici di casa le larve della Dirofilaria Immitis ma anche altri fastidiose malattie (vedi articolo sul Forasacco), un Nematode (cioè un verme tondo) che, da adulto, si localizza nel ventricolo destro del cuore, raggiungendo una lunghezza anche di 20-30 centimetri.

Conosciuta in Italia da diversi secoli, la malattia è soprattutto diffusa nelle regioni settentrionali della nostra penisola, in particolare nella Pianura Padana. Oggi, però, le aree più a rischio si sono estese e sono: Lombardia, Piemonte e Veneto meridionali, Liguria orientale, Toscana centro-settentrionale ed Emilia Romagna, anche se non mancano casi in altre zone della penisola.

Un ciclo complesso

Il ciclo biologico della Dirofilaria Immitis ha una durata complessiva di 5-6 mesi nel cane e di 7-8 mesi nel gatto. Ecco le fasi in breve:

  1. La zanzara punge un animale infetto (l’ospite definitivo) e ingerisce con il sangue anche le microfilarie (larve al primo stadio, L1).
  2. All’interno della zanzara le larve maturano e, nel giro di una settimana circa, passano allo stadio 2 (larve L2). Trascorsa un’altra settimana circa, evolvono allo stadio successivo (larve L3) in cui diventano infettanti.
  3. Le larve L3 migrano nell’apparato buccale della zanzara e da lì vengono trasmesse quando la zanzara punge un animale per nutrirsi del suo sangue.
  4. Nell’animale così infettato, le larve migrano nei capillari e, nel giro di 7-12 giorni, si trasformano in larve L4. Queste, tra il 50 e il 70° giorno, passano allo stadio L5. Entro il 120° giorno le macrofilarie si insediano nel cuore e nelle arterie polmonari dell’animale.
  5. Alcuni preadulti diventano filarie adulte che possono riprodursi e rilasciare microfilarie nel torrente circolatorio. Le microfilarie (larve L1) giungono ai vasi capillari, dove infetteranno un’altra zanzara durante il suo pasto di sangue. Così il ciclo ricomincia da capo.

Marcella Valverde