Separazione e divorzio: quando anche il cane diventa l’ex

Come gestire la situazione in un momento così delicato per tutta la famiglia senza creare troppo disagio per il pet di casa? Cosa dice la giurisprudenza e cosa detta il buonsenso

Nonostante l’emergenza mondiale da Covid 19 non sia terminata, sono numerose le statistiche che già fotografano un cambiamento marcato in molti ambiti della nostra società. Uno tra tutti, quello dei rapporti interpersonali: in Italia nel 2020 si è registrata l’incredibile percentuale del 60% di separazioni in più rispetto all’anno precedente. È cosa nota che il lockdown abbia disallineato gli equilibri familiari di molti nuclei che si ritrovano oggi a fare i conti col triste epilogo della separazione. Quando ciò avviene si vive un turbinio di emozioni che toccano tutti i membri della famiglia, compresi gli animali da compagnia. Come comportarsi, allora, per far sì che anche Fido attraversi questa fase senza accusare troppo il contraccolpo di un cambiamento così importante?

I fattori da considerare avvalendosi del buonsenso

Prima di tutto bisogna analizzare quali sono le condizioni della separazione: se i coniugi si fanno la guerra sarà difficile per tutti gli attori poter attraversare indenni questo passaggio. Il buonsenso dovrebbe essere sempre il primo punto da cui partire: questo ovviamente non solo per la gestione dei rapporti con i propri familiari ma anche per la logistica che riguarda l’animale da affezione che poi è strettamente legata al suo benessere.

Molto importante, dunque, considerare in maniera oggettiva quale sia la scelta migliore che anteponga le esigenze del pelosetto alla nostra felicità o semplice voglia di rivalsa nei confronti dell’altro. Uno spazio adeguato alle necessità di Fido sarà una delle prime valutazioni da fare ma questa non è la sola ragione che contribuisce alla serenità dell’animale. È opportuno, infatti, che il nostro amico a quattro zampe possa seguire il padrone dove per padrone si intende colui a cui è più affezionato a prescindere dalla documentazione legata alla sua adozione o al nome di riferimento del microchip.

Altro fattore da valutare quello dei figli che, specie se ancora piccoli, potrebbero risentire in particolar modo della mancanza del fratello peloso e quindi vivere la separazione con ulteriore disagio; questo farebbe dunque prediligere una scelta a favore della prole che non dovrebbe mai essere allontanata dall’amico a quattro zampe. Ciò vale anche, se non di più, quando la contesa riguarda più animali da compagnia: vige sempre e comunque la regola aurea di evitate i traumi per tutti. Vietato “spartirsi” l’affetto dei pet a meno che non riconoscano essi stessi dei padroni differenti riconducibili ad altrettanto differenti ruoli “genitoriali”.

Pillole di giurisprudenza in materia

Cosa dice la giurisprudenza a tal proposito? Allo stato attuale non esiste una univoca interpretazione della questione, sia a livello mondiale che nazionale. Per quanto riguarda l’Italia sono riportati casi in cui l’animale non è considerato come un oggetto ma come un essere senziente e pertanto bisognoso di riguardo e cure alla stregua dei figli se pure con i dovuti distinguo. Vi sono alcuni esempi di sentenze nelle quali il Giudice ha stabilito il versamento degli alimenti così come si fa per la prole. Il fine è ovviamente quello di preservare la salute fisica e mentale dell’animale che in nessun caso deve rinunciare a frequentare tutti i membri della sua vecchia famiglia, anche se questo significherà trascorrere dei fine settimana fuori dalle mura domestiche a cui è abituato. Certamente la cosa più saggia da fare sarebbe quella di andare noi a far visita al nostro amato amico peloso specie se si tratta di un gatto, notoriamente restio ad abbandonare le proprie abitudini. Rimane un diritto, di fatto, il poter vedere il nostro pet quando ne abbiamo voglia possibilmente concordando i giorni preventivamente specie se la separazione non è stata pacifica.

Non è da sottovalutare, infine, l’importanza della vicinanza del nostro pelosetto soprattutto in un momento del genere: la sua presenza, il suo scodinzolare, le sue fusa saranno un importante alleato per affrontare il trauma del cambiamento davanti a cui ci si trova certamente impreparati. È scientificamente provato che basta una semplice carezza a un animale da compagnia perché il nostro organismo rilasci ossitocina chiamata comunemente “ormone della felicità”, che dona sollievo immediato e abbassa i livelli di stress.

Il Team PetMe

Foto: Gpointstudio per Freepik

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