E se il mio cane soffrisse di displasia dell’anca?

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Dott. Corrado Claudio Monzani n° 1614 Ordine dei Medici Veterinari di Milano

Due cagnolini e uno splendido cucciolo che però cammina in maniera strana. Perchè unisce le zampe? E, soprattutto, perchè sembra faccia fatica a muoverle? Michele ne scrive al Dott. Corrado Monzani, specialista veterinario, che risponde alle sue domande.

Buonasera Dott. Monzani, mi chiamo Michele e ho la fortuna di avere due meravigliosi cani in casa con la mia famiglia: Ares di 8 anni e Pier, cucciolone di 6 mesi, vivace e dolcissimo, ma con qualche problema di deambulazione. Sembra infatti camminare con difficoltà, ma soprattutto tende a mettere le zampe unite.Potrebbe essere possibile che sia una displasia dell’anca? E come poterla accertare, nel caso? Le chiedo anche un consiglio sull’igiene dei miei amici a quattrozampe: hanno una cute molto delicata e ho sempre paura ad utilizzare prodotti che possano irritarli. Me ne consiglia qualcuno per evitare allergie e problemi al pelo? Infine, approfittando della sua gentilezza, le chiedo se c’è un’età ideale per procedere con l’intervento di castrazione. Pier ha solo 6 mesi, magari è troppo giovane? La ringrazio per l’aiuto che potrà darmi e i suoi preziosi suggerimenti per i miei cani.
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Buonasera Michele, rispondo subito ai suoi dubbi.

Pier, viste anche le problematiche di deambulazione, deve sicuramente, ed in breve tempo, essere sottoposto a radiografie, che le raccomando di effettuate in sedazione, per l’esclusione di patologie alle anche ed ai gomiti. Normalmente le radiografie si effettuano verso i 5-6 mesi e, per conferma diagnostica, al compimento dell’anno di età.

Per quanto riguarda eventuali dermatiti, bisogna prima valutare la causa (parassitaria, batterica, allergica) per una cura mirata. Se è solo per un discorso preventivo, ci sono in commercio prodotti, tra cui shampoo o schiume, che “rispettano” cute e pelo dando sollievo all’animale. Le raccomando di non esagerare con la frequenza dei bagni se non strettamente richiesti da una terapia specifica.

Per la castrazione dipende anche dalla razza del cane (raggiungono la maturità sessuale in tempi diversi) e dal comportamento  di Pier nei confronti dell’altro cane (dominanza). Parlando con il suo veterinario stabilirà la data, in breve tempo, per l’intervento.

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Iris e Thula, l’amore che fa bene tra una bambina ed una gatta

Tempo fa avevamo letto di una storia bellissima, quella di Iris e Thula.

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La prima, una bambina di circa 4 anni affetta da autismo, la seconda, una gatta meravigliosa, che aveva trovato in Iris una sorellina a due gambe. Sin dalla nascita Iris viveva in un mondo tutto suo, che riusciva ad esprimere solo attraverso i suoi dipinti e la sua musica; il silenzio la caratterizzava e la teneva lontana dalla realtà, nonchè dal mondo in cui tutti i bambini dovrebbero stare, quello dei giochi e della socialità con altri bimbi.

Anche l’immenso amore dei genitori non bastava a curarla, per cui un giorno è arrivata Thula, una gatta vispa e vivace, che pian piano è diventata la sorellina pelosa di Iris. Un rapporto magico, fatto di parole non dette ma comprese, di sguardi di complicità e di cura reciproca: se Thula aveva trovato una famiglia, Iris aveva trovato una sorella capace di curarla e tirarla fuori da quel suo mondo alienato.

Iris e Thula rappresentano un’ennesima storia di pet therapy e, se volessimo descriverla in maniera meno scientifica, di amore incondizionato. La vicinanza di un animale è per ogni bambino fonte di crescita e sviluppo, in primis emozionale. Le ultime ricerche  pubblicate da Centers for Disease Control and Prevention (Organismo di controllo nella sanità pubblica in Usa) dimostrano che un animale riduce enormemente lo stress e l’ansia nei bambini, in particolar modo in quelli affetti da autismo. La presenza di un animale domestico aiuta il bambino a diventare un adulto equilibrato e con uno spiccato senso della tolleranza e dell’altruismo.

L’animale rappresenta l’altro, il diverso e come tale, favorisce nel bambino l’accettazione di chiunque sia differente da lui.

Al di là degli studi e delle ricerche, informazioni fondamentali per l’applicazione della terapia assistita con animali in un numero sempre più crescente di strutture ospedaliere nel nostro Paese, ciò che oggi è innegabile è il quotidiano benessere che un animale riesce a garantire a noi esseri umani non per forza colpiti da patologie.

Pensate a quando torniamo alla sera stanchi dopo una giornata stressante: l’idea di un peloso che ci attende e al nostro rientro ci accoglie tra le sue zampe, ci riempie di gioia. Che siano fusa o dolci scodinzolate, i nostri amici a quattro zampe sono il miglior antidoto per combattere l’ansia e regalarci un sorriso sereno.

Una casa senza animali è sicuramente una casa più pulita e ordinata … ma vi siete mai chiesti quanto sarebbe vuota e noiosa?

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Aiuto! Il mio gatto è FIV positivo, cosa faccio?

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Dott. Corrado Claudio Monzani n° 1614 Ordine dei Medici Veterinari di Milano

 Scoprire d’un tratto che il proprio peloso è malato è un duro colpo! Lo sa bene Mariaelena che ha da poco scoperto che il suo gatto Skippy è FIV positivo: cosa fare? E soprattutto, visto che ha altri due gatti, come prevenire eventuali contagi? Risponde alle sue domande il Dott. Corrado Monzani.

Buonasera Dott. Monzani, mi chiamo Mariaelena e sono ancora sconvolta per l’esito degli esami di Skippy, il primo dei miei tre gatti: Skippy è risultato FIV positivo e sono davvero disperata sia per lui, sia perchè ho davvero paura per i miei altri due gatti, nonchè per la cavia, altro peloso con cui vivo oramai da 5 anni. Cosa posso fare? Ci sono diete o medicinali da somministrare? Non certo per la guarigione, perchè ahimè, so che Skippy non guarirà, ma almeno per evitare che stia male! Peraltro, e oggi mi pento, i miei gatti non sono vaccinati, posso vaccinarli ora per prevenire eventuali contagi? Grazie per l’aiuto che potrà darmi e per le risposte che sicuramente mi aiuteranno a vivere questo momento più serenamente! 

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Buonasera Mariaelena,

La Fiv (virus dell’immunodeficienza felina) e’ una grave malattia virale infettiva (si trasmette tramite sangue, liquido seminale..) che determina la soppressione del sistema immunitario del gatto colpito. Ho avuto l’esperienza di 2 gatti adottati ad 1 anno, fratelli, di cui uno solo era positivo alla Fiv. Hanno convissuto per piu’ di 15 anni senza che il gatto Fiv negativo si infettasse.

Questo per dire che la Fiv e’ si’ una grave malattia, ma che non toglie speranze di vita “ragionevoli” al gatto positivo e non da’ la certezza che i gatti negativi vengano infettati.

Le precauzioni più efficaci sono quelle che limitano le possibilita’ di infezione, quindi sterilizzazione degli animali con conseguente inibizione di comportamenti aggressivi fra loro. Lo stile di vita dovrà essere per tutti per tutti uno stile casalingo per evitare incontri con altri gatti o esposizione ad eventuali malattie infettive o infortuni (es, ferite) che potrbbero risultare molto gravi per il gatto Fiv positivo.

Sulla dieta non ho particolari indicazioni da darLe, mentre e’ possibile aiutare Skippy con medicinali che aumentino la risposta del sistema immunitario ad agenti patogeni esterni.

Sulle vaccinazioni, ricordando che non esiste un vaccino contro la Fiv, sara’ il Suo veterinario a valutare, secondo i rischi e lo stato di salute dei gatti, se sia opportuna o meno la somministrazione dei vaccini. Consiglio di ripetere gli esami dopo 6 mesi / un anno sia sulla Fiv che la Felv-. Ricordo inoltre che la Fiv e’ specie-specifica, per cui c’è nessun rischio per le altre specie animali (compreso l’uomo).

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