La filaria nel Cane. Diagnosi e Cura

La Filaria nel Cane non ha una predilezione di età o di razza, tuttavia sembra che i maschi siano colpiti più frequentemente rispetto alle femmine. Ovviamente, i cani che vivono maggiormente all’aperto sono esposti a un maggior rischio rispetto a quelli che conducono una vita casalinga.

In un articolo precedente (Filariosi cardiopolmonare: un pericolo per cani e gatti) ci siamo soffermati su come i nostri amici a 4 zampe si possano infettare. Oggi la nostra attenzione è rivolta alla diagnosi della filariosi nei cani e alle possibili cure. 

I campanelli di allarme

I sintomi della filariosi cardiopolmonare sono subdoli e non sempre i segni clinici sono immediatamente riconoscibili. La malattia, solitamente,  ha un decorso cronico e asintomatico. Inoltre, prima che diventino evidenti, possono passare anche parecchi mesi dal momento dell’infezione ed essere confusi con quelli dell’insufficienza cardiocircolatoria.

I cani possono apparire affaticati, tossiscono con una certa frequenza, non hanno resistenza agli sforzi fisici. Con il tempo, sviluppano una serie di problemi secondari in grado di comprometterne seriamente la loro condizione fisica. Solo negli stadi avanzati possono comparire edema a carico dell’addome e degli arti, anoressia, perdita di peso, disidratazione. Successivamente, si assiste al cattivo funzionamento del fegato e dei reni che, in caso di mancato intervento del veterinario, porta al decesso dell’animale.

 La Diagnosi

La diagnosi viene formulata a seguito di un semplice esame del sangue. L’obiettivo è rilevare la presenza delle microfilarie nel sangue o degli anticorpi sviluppati dall’organismo infettato in campioni di siero o di sangue. Talvolta, la conferma può arrivare anche da una radiografia che, negli stadi più avanzati, consente di visualizzare un aumento del diametro delle arterie polmonari, oppure modificazioni nella struttura polmonare o, addirittura, lo sfiancamento del cuore nei casi più gravi. Con l’ecocardiografia, invece, è possibile rilevare direttamente la presenza dei parassiti nel cuore, nelle arterie polmonari o nella vena cava.

La Cura

La cura viene impostata in base allo stadio di gravità della malattia e, comunque, in funzione di ogni singolo caso. In linea di massima, viene suddivisa nelle seguenti 3 classi.

  1. Soggetti asintomatici. Sono quelli con una bassa presenza di microfilarie nel sangue e basso titolo anticorpale. In genere il veterinario prescrive farmaci adulticidi che risolvono il problema senza particolari conseguenze dopo il trattamento.
  2. Soggetti con sintomi lievi. Il cane presenta tosse occasionale, scarsa resistenza agli sforzi, rumori respiratori, test antigenici medio-alti. In questo caso si può fare un trattamento con adulticidi, ma associato a farmaci antitrombotici.
  3. Soggetti con sintomi gravi.  Il cane soffre di insufficienza cardiaca, tosse anche a riposo, e dimagrimento. Di solito, a questo stadio, ci si limita a intervenire con una terapia per tamponare l’insufficienza cardiaca. In alternativa si può intervenire chirurgicamente passando attraverso la vena giugulare per eliminare i vermi adulti.

Marcella Valverde

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