Le Piante da evitare per i Cani. Consigli utili da PETME

A Natale è tradizione addobbare la casa con luci e decori, ma anche con le piante. Nel farlo, però, tenete sempre in considerazione le piante da evitare per i Cani. Ecco, allora, alcune piante tradizionali che, però, sono tossiche per loro e le eventuali alternative.

Piante da evitare per i Cani

Se volete abbellire la casa con queste piante, abbiate l’accortezza di posizionarle lontano da qualsiasi “tentazione” da parte dei vostri amici pelosetti. Ecco le tipiche di Natale da tenere sotto controllo.

Agrifoglio e Cactus di Natale (Schlumbergera) – L’ingestione di parti di queste piante o delle bacche dell’agrifoglio potrebbe provocare disturbi gastro-intestinali.

Amaryllis – L’intera pianta è velenosa, ma soprattutto il bulbo. Può dare tremori, diarrea, vomito e alterazione del ritmo cardiaco.

Stella di Natale – Se per l’uomo il lattice di questa pianta è irritante, per cani o gatti, invece, è velenoso e può provocare seri danni all’apparato digerente.

Vischio – È nocivo per gli animali: se ingerito, si possono manifestare vomito e diarrea, convulsioni, difficoltà respiratorie e alterazione del battito cardiaco. In caso di problemi, consultate sempre un veterinario: no a pericolose soluzioni fai da te!

Altre piante tossiche per i cani e le alternative

       Piante “NO”                   “PIANTE SÌ”

  • Aloe vera. Alternativa: Haworthia
  • Edera comune. Alternativa: Edera svedese
  • Albero di giada (Crassula ovata): Alternativa: Cactus di Natale (Schlumbergera Buckleyi)
  • Dieffenbachia. Alternativa: Pianta della preghiera (Maranta Leuconeura)
  • Filodendro. Alternativa: Palma di Areca
  • Pothos. Alternativa: Falangio
  • Palma del Sago (Cycas revoluta). Alternativa: Palma nana
  • Zamioculcas. Alternativa: Aspidistra
  • Colocasia (Orecchio di elefante). Alternativa: Peperomia caperata
  • Tronchetto della felicità (Dracaena Fragrans). Alternativa: Pachira aquatica
  • Felce di asparagi. Alternativa: Felce di Boston
  • Rosa del deserto (oleandro del Madagascar). Alternativa: Saintpaulia
  • Uccello del paradiso (Strelitzia Reginae). Alternativa: Orchidea tigre
  • Spatifillo (Spathiphyllum). Alternativa: Orchidea phalaenopsis
  • Sempreverde cinese (Aglaonema). Alternativa: Fiore di cera (Hoya carnosa)

Altre tossiche da evitare del tutto in casa e in giardino

  • Azalea (letale)
  • Aconitum Nelellus
  • Colchico
  • Ornitogàlo
  • Digitale
  • Gelsemium sempervirens
  • Kalmia Latifolia
  • Ciclamino (in alcuni casi è letale. La più alta concentrazione del componente tossico è posizionata tipicamente nella parte della radice (bulbo) della pianta.
  • Giglio (tossico soprattutto per il gatto)
  • Kalanchoe (pianta grassa)
  • Lauroceraso (Prunus laurocerasus): contiene cianuro
  • Alloro (Laurus nobilis)
  • Oleandro (letale)
  • Ortensia
  • Rododendro (letale)
  • Semi di ricino (letale)
  • Tasso (letale)
  • Tulipani (tossici soprattutto per i gatti)
  • Glicine: semi o baccelli possono provocare nausea, diarrea, vomito e problemi respiratori.

Ecco, invece, 10 tipi di frutta e verdura consentiti:

  • Patate dolci
  • Carote
  • Broccoli
  • Cavolfiori
  • Taccole
  • Fagiolini
  • Cetrioli
  • Banane
  • Mele (senza semi)
  • Lattuga e cavolo

E alcuni vietatissimi!

  • Ciliegie
  • Uva
  • Uva passa (può causare problemi renali)
  • Agrumi
  • Cachi (possono dare problemi gastrici)
  • Aglio e cipolla: se assunti in dosi consistenti possono portare, entrambi, a pericolosi episodi di sangue nelle urine.
  • I semi di lino scatenano crampi, vomito, tremori e portano a dannose modifiche del ritmo respiratorio e cardiaco.

COSA FARE SE HANNO INGERITO UNA PIANTA VELENOSA?

In questi casi, la terapia più efficace sta negli appositi antidoti. La prima cosa da fare dunque è portarlo subito dal veterinario per affrontare nel miglior modo possibile la situazione ed evitare un peggioramento del quadro clinico. Nell’immediato, ciò che potete fare è: togliere subito la pianta o l’erba velenosa dalla bocca di cane o gatto e sciacquargli il cavo orale. Può essere utile somministrargli il carbone vegetale: un cucchiaino da tè in poca acqua. Si tratta di un antidoto utile per la maggior parte delle intossicazioni e degli avvelenamenti. In ogni caso, chiedete al veterinario come procedere.

Marcella Valverde

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