Emergenza abbandoni: lanciata la nuova campagna della Lega Nazionale per la Difesa del Cane #faisentirelatuavoce

Come ogni estate si ripete la triste conta di più di 110mila animali abbandonati, spesso condannati a morte certa, e che diventano un serio pericolo per gli automobilisti.

L’estate riporta alla luce l’annoso problema dell’abbandono degli animali e in particolare modo dei cani; fenomeno che, nonostante le campagne di sensibilizzazione e i crescenti controlli da parte delle autorità, continua a presentarsi prevalentemente alla vigilia delle vacanze.

E pure se nell’anno della pandemia si è registrato un aumento delle adozioni di animali da compagnia, sembrerebbe che le cattive abitudini prevarichino lo stato d’emergenza. Per molti, l’adozione di un cucciolo è stata un’ancora di salvezza in un periodo in cui tutte le certezze erano messe in discussione, in cui il mondo intero si è trovato cristallizzato in un lungo lockdown. Dall’ultimo rapporto Eurispes è emerso che nel 2021 ben il 40,2% degli italiani ha accolto un animale da compagni in casa e, spesso, anche più di uno. Questa percentuale, in crescita già dal 2018 (con l’impennata del 2020 che ha visto il raggiungimento della soglia delle 42 mila adozioni), sembra prediligere particolarmente i cani con il 43,6% in confronto ai gatti che arrivano al 35,1% seguiti poi da percentuali minori per altri animali.

Nonostante ciò è evidente che l’ingratitudine ha la memoria corta: anche in queste nuove partenze dell’incerta ripresa dell’Italia, sono già molti gli animali abbandonati lungo il ciglio della strada. Una pratica brutale che condanna a morte certa la bestiola e crea un pericolo per gli automobilisti che si ritrovano l’animale impaurito che vaga lungo strade spesso a scorrimento veloce con il serio rischio di provocare incidenti stradali mortali. Eppure le alternative all’abbandono ci sono: dalle strutture turistiche che accolgono i nostri pelosetti che possono, in questo modo, trascorrere le vacanze con tutta la famiglia senza alcun distacco, alle pensioni per cani e gatti a cui rivolgersi con la certezza di aver affidato il nostro animale da compagnia a cure amorevoli e competenti. E sono sempre più numerose anche le figure di dog sitter e dog walker specializzati che possono dedicare tutte le attenzioni in maniera esclusiva all’animale che viene loro affidato, fornendo anche un servizio a domicilio per rendere ancora meno traumatico il cambiamento per l’animale.

Denunciare un abbandono alla autorità è un obbligo morale ma anche civile. Le Forze dell’Ordine sono tenute a intervenire ogni qualvolta arrivi una segnalazione che deve essere il più precisa possibile e quindi riportare la località, città, indirizzo in cui è avvenuto l’abbandono. Ci si può avvalere anche di video e foto fatti con lo smartphone per accompagnare la denuncia. In tal senso la campagna 2021 della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, lanciata nelle scorse settimane con l’hashtag #faisentirelatuavoce, vuole ribadire la necessaria presa di posizione che ognuno di noi deve avere nei confronti di chiunque commetta un atto del genere nella speranza che, attraverso la sensibilizzazione e l’educazione civile, non si ripetano più simili atti. Di fatto nell’anno appena trascorso sono stati oltre 76 mila gli ingressi nei canili sanitari e oltre 42 mila quelli nei rifugi. Numeri troppo alti per far pensare a una presa di coscienza efficace nei confronti dei nostri amici a quattro zampe che, nonostante tutto, ci amano sempre e sempre incondizionatamente.

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5 comportamenti curiosi nei Cani

Vi siete mai chiesti perché il vostro amico pelosetto si comporti in modo un po’ strano per noi umani? Ecco 5 comportamenti curiosi nei Cani.

Ci sono alcuni modi di fare canini che sono un po’ difficili da comprendere per noi, ma che sono generalmente normali per i nostri amici.

Rincorrere la propria coda.

Lo avrete di certo visto almeno qualche volta: in genere si tratta semplicemente di un gioco che il cane fa quando è annoiato. In altri casi, invece, sta richiedendo la vostra attenzione: distraetelo interagendo con lui e smetterà praticamente subito.

Se, però, si trattasse di un comportamento abituale, provate a parlarne con il vostro veterinario perché potrebbe essere la spia di un disturbo comportamentale.

Fare un cerchio prima di coricarsi.

Si tratta di un retaggio della sua natura selvatica, ossia quando i cani, e prima ancora i lupi, facevano un giro su se stessi per schiacciare l’erba e crearsi un giaciglio comodo.

Allo stesso tempo, con questo movimento controllavano che non ci fossero predatori in giro prima di accucciarsi. Quindi, quando gli vedete fare questo “rituale”, pensate al lupo che c’è ancora in lui!

Ululare

Se Fido è da solo in casa può darsi che ululi per chiamare il padrone o per manifestare il proprio disagio. A volte, però, è una risposta a determinati suoni come, per esempio, quello delle sirene che il cane percepisce come l’ululato di un altro cane. Se invece lo fa mentre stiamo cantando, è perché vuole cantare assieme a noi: che animo artistico, vero?

Leccare

Ecco uno dei primi comportamenti che il cucciolo apprende dalla sua mamma. Quando il nostro amico a 4 zampe ci lecca la faccia, vuole molto probabilmente dirci che ci vuole bene. Ma in altri casi, è un modo per prendere informazioni su di noi, attraverso i feromoni che emettiamo.

Attenzione: se il cane, invece, si lecca spesso il naso mentre lo stiamo accarezzando o siamo molto vicini lui, è un segnale di stress: ci sta dicendo che si sente a disagio e che vorrebbe mettere un po’ di distanza tra lui e noi. Tenetene conto e allontanatevi un po’!

Mangiare gli escrementi

La coprofagia è l’ingestione delle proprie feci o di quelle di altri animali. Di certo è un comportamento che ci fa abbastanza orrore, ma in realtà nel cane è un evento piuttosto comune che poggia le sue radici proprio nella domesticazione del lupo.

Infatti, sebbene non siano ancora del tutto chiare le ragioni per le quali i lupi siano stati scelti dall’uomo per una convivenza così lunga nel tempo, di certo si può ipotizzare che i primi cani abbiano avuto una funzione di spazzino. Infatti si nutrivano degli avanzi che trovavano ai margini dei villaggi, tenendo lontani topi e altri animali pericolosi.

Inoltre bisogna anche pensare al comportamento delle loro mamme: infatti, durante il periodo dell’allattamento, sono solite girare i loro cuccioli sulla schiena leccando loro il ventre e la zona dell’ano e dei genitali per stimolare la defecazione. Infine ne mangiano gli escrementi.

Quindi, se si considera che i cuccioli sono molto curiosi e che esplorano il mondo in tutti i suoi aspetti, non dobbiamo stupirci se mangiano gli escrementi per curiosità: tenete conto che in genere questo impulso scompare intorno ai 4 mesi di età. Invece, se la coprofagia riguarda i cani adulti, può essere la spia di una carenza alimentare, di un tentativo di attirare l’attenzione del padrone oppure di un disturbo del comportamento vero e proprio. In questi casi, parlatene con il veterinario per trovare una soluzione adeguata.

 

Marcella Valverde

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Cappottino per Cane. Si o No?

È una questione dibattuta, ma che si risolve abbastanza facilmente facendo alcune considerazioni. Eccole.

Esistono diverse scuole di pensiero sull’argomento “cappottino per cane”. Ci sono quelle dell’“assolutamente sì” e quelli che dicono che “i cani con il cappottino sono ridicoli”. Per risolvere il quesito, dobbiamo partire da un presupposto fondamentale. I cani di oggi non hanno le medesime caratteristiche fisiche, comportamentali e attitudinali dei loro avi. Inoltre, fra loro ci sono individui a pelo lungo, corto, riccio, folto, rado. Insomma, oltre a esserci una grande varietà, ognuno ha le proprie peculiarità. E poi, non è solo una questione di pelo.

Le varie razze possiedono differenti depositi sottocutanei di grasso e anche le taglie possono andare da quelle dei mini-chihuahua da 2 chili a quelle dei molossi anche da 80! La taglia, in particolare, è molto importante quando si parla di dispersione di calore: può sembrare strano, ma la superficie corporea di un chihuahua è maggiore rispetto a quella di un San Bernardo in rapporto al loro peso. Ciò significa che quando fa freddo, il chihuahua ha una maggiore dispersione di calore e quindi avverte più freddo.

Anche le dimensioni delle orecchie contano nella termoregolazione, visto che possono essere enormi come quelle del Basset hound o più piccole come quelle del Bulldog. Quindi, vista le variabili presenti nel mondo canino, non è semplice dare una riposta precisa al quesito sul cappottino. In linea di massima, comunque, sono pochi i cani che non vogliono uscire quando fa freddo: succede più facilmente negli individui anziani, mentre i cuccioli e i cani adulti non sembrano temere le basse temperature (vedi i consigli “sulle passeggiate in montagna”).

La Natura ha sbagliato?

Come mai un lupo o un cinghiale non hanno bisogno di un cappotto, mentre i cani talvolta sì? Prima di tutto, non dobbiamo dimenticare che la maggior parte dei cani sono frutto di manipolazioni genetiche volute dall’uomo e che persino nei meticci ci possono essere antenati di “sangue blu”. Di certo, però, la Natura non permetterebbe di far nascere un Siberian Husky in Marocco, né un Levriero egiziano in Norvegia.

Il tipo di struttura e di mantello fanno parte del processo di adattamento della specie all’ambiente in cui vivono. Ma non è solo una questione geografica. I cani che vivono normalmente in giardino e che hanno la possibilità di correre o di ripararsi in una bella cuccia, con l’arrivo dell’inverno svilupperanno il mantello invernale, generalmente più folto e più lungo di quello estivo, con un sottopelo più fitto per essere più isolati.

Questi cani, quindi, non avranno bisogno di essere avvolti in un cappottino che li ripari dal freddo. Al contrario, i pet che vivono in casa con noi (e con i termosifoni accesi) non avranno la possibilità di sviluppare il mantello invernale e quindi subiranno uno sbalzo termico anche di 20 o 30 gradi tra il calduccio del soggiorno e l’esterno. In questo caso, una maggiore protezione può essere utile se Fido è di piccola taglia o costituzionalmente magro come le razze “toy” o i levrieri.

Le attività all’aperto

Un altro fattore da considerare, poi, è il tipo di uscita che i nostri amici sono soliti fare: se rimangono sempre al guinzaglio e si tratta di svolgere una passeggiata tranquilla, può esserci la necessità di una maggiore copertura se età, stato di salute, corporatura e pelliccia lo richiedono. Invece, se i nostri amici hanno la possibilità di correre, giocare e sfogarsi a perdifiato come vogliono, il cappottino sarà molto probabilmente un intralcio e farà più male che bene! Valutate voi in base alle vostre abitudini!

Come scegliere

In commercio ci sono modelli per tutti i gusti. Impermeabili imbottiti e non, col cappuccio e le scarpette, felpe all’ultima moda, maglioncini a collo alto, pellicce griffate o con accessori “frou-frou” (paillettes, inserti in tulle, borchie, ecc.). Di sicuro al cane non importerà nulla di tutto ciò: l’aspetto, infatti, rispecchia solo i gusti del proprietario. A parte il lato estetico, perciò, cercate di scegliere capi della taglia giusta, con chiusure regolabili specialmente sui punti critici, come la larghezza del collo, quella del torace e delle ascelle: oltre a essere le parti più sensibili al freddo, sono anche quelle che devono potersi muovere senza costrizioni. Il materiale è un altro punto importante da valutare: deve essere caldo all’interno e non irritante. Ok, quindi, a panno, felpa, pile e materiali simili che non “pungono” come certe lane.

W l’impermeabile!

Se sul cappottino ci possono essere delle controindicazioni, l’impermeabile, invece, è consigliato per tutti i cani con qualsiasi tipo di pelo, raso o lungo che sia (vedi quelli presenti sul sito del nostro partner WWW.ZAMPANDO.COM). Infatti, per mantenere il mantello asciutto quando piove ci sono modelli imbottiti per i “freddolosi” o quelli “semplici” per chi non ha bisogno di tepore. Anzi, soprattutto se il pelo è folto e lungo, questi capi evitano che il cane rimanga dopo la passeggiata con il pelo umido anche per delle ore prima che si asciughi. Infine, non dimenticate la praticità. Cercate cappottini e impermeabili che siano facilmente sganciabili, senza chiusure che facciano desistere solo al pensiero di farli indossare a Fido. Le chiusure in velcro, per esempio, sono pratiche e si adattano alla sua corporatura. Così, se il cappottino o l’impermeabile è una necessità per affrontare l’inverno, fate attenzione più alla comodità che all’estetica. Sarà il regalo più bello che potrete fare al vostro amico a 4 zampe!

Marcella Valverde

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