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Glupacur usalo per curare l’Osteoartrite

I nostri Cani e Gatti spesso soffrono di Ostroartrite. Cos’è come si cura e soprattutto come agisce il GLUPACUR un rimedio tutto Naturale per curare i tuoi amici pelosi.

Cos’è L’Osteoartrite 

L’osteoartrite è una progressiva degenerazione delle cartilagini delle articolazioni che può colpire cani e gatti adulti, specialmente se in sovrappeso.
L’osteoartrite si caratterizza inizialmente con il progressivo assottigliamento della cartilagine che riveste l’ articolazione, che perde progressivamente consistenza, si frammenta e si fessura, fino alla sua scomparsa.

Quali sono i Sintomi

Nel gatto i sintomi di osteoartrite sono meno definiti ed evidenti rispetto al cane. Raramente si manifesta zoppia o dolorabilità a livello dell’articolazione interessata. Più spesso si osservano riluttanza a saltare e riduzione dell’altezza dei salti, una tendenza maggiore al riposo e una minore voglia di giocare.
La diagnosi precisa richiede la conferma radiologica.

Come si può Curare

Per Cani e  Gatti può essere utile usare dei condroprotettori   fondamentali nella prevenzione e nel rallentamento dell’osteoartrite.
Ci si avvale della condroprotezione per proteggere le cellule cartilaginee (condrociti) dalla degenerazione cui esse vanno inevitabilmente incontro in caso di osteoartrite; si stimola tale attività sostanzialmente potenziando i meccanismi fisiologici di riparazione della cartilagine articolare, e ciò grazie all’utilizzo di sostanze di origine naturale dotate di specifiche attività protettive e rigenerative sulla cartilagine. E’ sempre buona norma consultare il proprio veterinario prima di fare qualsiasi scelta.

Un Buon Condroprotettore? Glupacur 

Non tutti i Condroprotettori sono Uguali. Per la nostra esperienza diretta uno dei migliori è il Clupacur grazie all’esclusivo micro composito formato da palmitoilglucosamina ed estratto di Curcuma. Glupacur® esercita un effetto benefico sul metabolismo articolare di cani e gatti affetti da osteoartrite, migliorandone la qualità di vita.

La Palmitoilglucosamina (Glupamid®) è fonte di glucosamina a lento rilascio e, nel contempo, normalizza la reattività dei mastociti sinoviali (effetto ALIA). Quest’ultima azione è coadiuvata dagli acidi grassi essenziali omega-3. La vitamina E e la curcumina proteggono l’ambiente articolare dallo stress ossidativo.

Dove trovo il Glupacur al prezzo più Basso?

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Vaccinare il GATTO può davvero salvargli la vita? Scopriamo cosa fare e quali sono i vaccini obbligatori

Vaccinare il Tuo  gatto  è fondamentale farlo se consigliato dal veterinario. Così come quelle per il cane, le vaccinazioni possono proteggere il micio da malattie infettive ed alcuni sono obbligatori per legge. Spesso si tende a pensare che il gatto domestico sia esonerato dal fare i vaccini. Niente di più sbagliato. In questo articolo trovate pochi consigli sui vaccini trivalenti, esavalenti e pentavalenti, sui loro costi e sulle tempistiche per effettuarli.

Perché vaccinare il gatto

Come i cani anche i gatti, soprattutto nel caso dei cuccioli, necessitano di vaccini. Sono una protezione fondamentale per la loro salute, aiutando a prevenire la stomatite e altri disturbi. Il vaccino del gatto ha un costo diverso a seconda della sua tipologia. Per esempio, i vaccini per gatti obbligatori hanno costi che vanno solitamente dai 20€ ai 50€, e coprono gran parte di malattie infettive potenzialmente letali per i gatti.

Quando vaccinare il gatto

Le prime vaccinazioni obbligatorie vanno effettuate nei primi 60 giorni di vita. Il richiamo viene fatto dopo il primo mese e il rifacimento dello stesso dopo un anno. Successivamente, è consigliabile effettuare i vaccini ogni tre anni per i gatti abituati a stare in casa, e ogni anno per quelli più a contatto con gli ambienti esterni.

Il vaccino trivalente

Nella branca delle vaccinazioni obbligatorie  c’è il vaccino trivalente per gatto, che serve a prevenire malattie infettive negli animali come negli uomini. Il costo raramente supera i 40€. Protegge da infezioni come la gastroenterite virale, la rinotracheite e la calicivirosi. Se non coperti da vaccinazione, questi virus infettivi (trasmissibili unicamente fra gatti e innocui per l’essere umano) comportano malattie molto gravi, e in gatti più deboli e debilitati portano alla morte dell’animale.

Il vaccino pentavalente

Come il trivalente, il vaccino pentavalente per il gatto copre anche da leucemia felina e da clamidiosi.  Sostanzialmente, il veterinario tende a consigliare il vaccino pentavalente unicamente a gatti molto esposti agli ambienti esterni. Diversamente, per i gatti domestici, il medico potrebbe limitarsi a consigliare il vaccino trivalente.

Il vaccino può dare reazioni indesiderate al gatto?

Normalmente, a seguito di un vaccino, il gatto può risultare fiacco e stanco, condizione che può perdurare per qualche ora come per l’intera giornata. Non è raro che il micio possa avere anche una leggera febbre, unita a episodi di inappetenza o piccoli starnuti. La reazione del gatto al vaccino può anche essere nulla, benché nessun vaccino o altri interventi come la sterilizzazione possano definirsi privi di pericoli.

Il pedigree. Cosa è, a cosa serve, come si ottiene

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Dott. Corrado Claudio Monzani n° 1614 Ordine dei Medici Veterinari di Milano

Il pedigree. Un documento a molti sconosciuto. Come il nostro utente Sergio che ci ha scritto per avere maggiori informazioni su cosa è, a cosa serve e soprattutto, come lo si ottiene. Infine, Sergio vorrebbe sapere se le razze  che non hanno il pedigree possono partecipare a concorsi e manifestazioni? Risponde il Dott. Corrado Monzani, specialista Veterinario.

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Caro Sergio, grazie per le tue domande e spero di poter essere esaustivo con la mia risposta.
Il pedigree è un documento che riporta la genealogia di un animale. In sintesi potremmo definirlo una carta d’identità dell’animale, corredata dal suo albero genealogico.
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Deriva dal francese “Pied de Grue” che significa letteralmente “zampa di gru”, riferendosi alla tradizione antica dei manoscritti ib cui i discendenti  erano indicati con biforcazioni di linee rette simili alle orme di gru.
Sul pedigree è riportato l’albero genealogico dell’animale fino a diverse generazioni indietro ed è così tenuta traccia della sua linea di sangue.
Normalmente sono i proprietari della madre dei cuccioli che ne fanno richiesta, nell’immediatezza del parto, fornendo i dati del piccoli e dei rispettivi “avi”.

In Italia l’ente che cura l’iscrizione di un cane ai libri genealogici è l’ENCI (Ente nazionale cinofilia italiana), affiliato alla FCI (Federazione cinofila internazionale) che raggruppa le federazioni cinofile di oltre 80 paesi.

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Mentre per  il gatto esistono molte associazioni private, che possono rilasciare il documento di discendenza, come ad esempio l’ANFI.

A livello europeo è assolutamente vietata la commercializzazione di cuccioli senza pedigree, pertanto i negozi di animali e gli allevatori professionali sono tenuti a vendere soltanto animali con pedigree secondo il decreto legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992.

Un cane sprovvisto di pedigree non può considerarsi un cane di razza pura, anche se ha elementi fisici che possono avvicinarlo molto a razze particolari. Come tale, quindi, non può in alcun modo partecipare a manifestazioni o esposizioni. Sempre per la stessa ragione sarà difficile trovare un compagno o compagna per accoppiamento: gli allevatori in questo senso sono molto rigidi e pretendono il pedigree.

Occorre tuttavia sottolineare come questo documento sia potenzialmente più utile rispetto a come viene utilizzato: infatti il pedigree italiano non fornisce informazioni zootecniche, ovvero quelle relative a possibili malattie congenite dell’animale e della sua stirpe.

Sul sito dell’ENCI troverà inoltre tutta la documentazione da fornire e ulteriori dettagli per la richiesta del pedigree.shutterstock_115993672