Perchè un animale non dovrebbe mai morire

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Il momento in cui un animale viene a mancare è quello che tutti noi non vorremmo mai arrivasse. Un pezzo del nostro cuore va via con lui e rimane intorno a noi e dentro di noi un senso di vuoto incolmabile.

Ce ne rendiamo conto ogni giorno anche noi di PetMe, quando riceviamo la vostra mail che ci annuncia la morte del vostro peloso: “devo purtroppo annullare il servizio di pet sitting perchè Silvestro non c’è più”

Ecco, in quel momento nei nostri uffici cala il silenzio perchè in fondo il vostro animale diventa anche il nostro. Come è accaduto lo scorso dicembre quando Ugo, il cane di Maria Grazia, è venuto a mancare. Oppure Spillo, il gatto di Francesco che dopo un incidente non ce l’ha fatta. Infine ieri, Antonio che ci ha scritto della perdita di Silvestro, un meraviglioso gatto di 12 anni malato da tempo.

Ugo, l'amico peloso di Maria Grazia
Ugo, l’amico peloso di Maria Grazia

Una leggenda indiana narra della presenza di un Ponte dell’Arcobaleno, il Paradiso dei nostri pelosi, con bellissimi prati verdi, acqua fresca, ottimo cibo e ampi spazi dove correre liberi e sereni. Ecco, ogni volta che un animale muore noi cerchiamo di lenire il dolore immaginandolo allegro mentre corre sul Ponte, con la sua coda libera nell’aria e gli occhi pieni di vita.

Immaginiamo che da quel Ponte vegli su di noi quasi a sentire il tocco della sua zampa tra i nostri capelli, come a dirci “Ehi, non essere triste, guarda come sto bene!”

Un animale non dovrebbe mai morire, sapete perchè?

Perchè è un eterno bambino dall’immutata e incontaminata purezza d’animo. L’animale rappresenta ciò che noi abbiamo perso diventando adulti e la sua scomparsa è la perdita della speranza.

Perchè fino a quando il nostro animale è con noi, accogliendoci alla sera stanchi e nervosi, in fondo pensiamo che non tutto poi è così male e che domani andrà meglio. 

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George e Bella, la storia del cane alano e della bimba che camminano insieme

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La storia di Bella Burton e George arriva direttamente dal Massachusetts: lei, una bimba di 11 anni affetta da una rara malattia genetica (il morbo di Morquio) che colpisce i muscoli e le impedisce di camminare, lui, un alano di 60 kg che è diventato il suo amico speciale.

Da sempre costretta su una sedia a rotelle, la piccola Bella, dopo aver incontrato George, sapientemente addestrato, ha iniziato a camminare, ad andare a scuola, a muoversi liberamente appoggiandosi al corpo del suo splendido alano.

Un feeling speciale, unico e intenso quello che lega Bella a George: le sue zampe la guidano ovunque, quando la piccola è a scuola, lui, accovacciato sotto il banco, la veglia con assidua attenzione e alla sera si addormentano insieme, stretti in un forte abbraccio.

Un cane è un dono e George ha donato a Bella la libertà che tanto sognava: attento, premuroso e devoto alla sua padroncina questo splendido alano non manca mai di accertarsi che la picccola stia bene.

Nel leggere la storia di Bella e George ci siamo emozionati … un’altra favola che solo gli animali sanno scrivere e a donarci, rendendo il mondo peloso il posto dove tutti vorremo sempre vivere!

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Photo credits: facebook.com/bellaandgeorge

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Il vero eroe è colui che ha cuore

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Foto Credits: La Stampa 

La storia di Jalal Kahal sembra una favola moderna in piena regola, e invece è così vera che a leggerla a stento tratteniamo l’emozione.

Jalal è un veterinario, da sempre dedito alla cura degli animali, nato e cresciuto in un Paese difficile, duro, piegato dalla guerra, la Libia. Quando la rivolta contro Gheddafi infiammò il Paese la maggior parte della popolazione di Tripoli tentò la fuga, lasciando cani, gatti e altri animali abbandonati a se stessi, sotto la violenza dei missili.

Jalal decise di non fuggire per assolvere al suo compito, salvare gli animali da morte certa e così, con l’aiuto dei suoi figli, è riuscito a portarne in salvo circa 250, nella sua clinica, curandoli e cercando di ridare loro un pò di serenità.

Quando la situazione divenne davvero pericolosa e insostenibile, Jalal decise di portare gli animali al sicuro in Tunisia e per quasi tutti il 2011 ha trascorso le sue giornate andando da Tripoli a Djerba, riuscendo a metterli tutti in salvo.

Jalal è un eroe di quelli su cui nessun riflettore televisivo verrà puntato, un eroe che non ha tratto guadagno dal suo immenso operato, un eroe che rifarebbe tutto senza pensarci due volte.

Ci vuole coraggio ad essere un eroe, ci vuole cuore per essere un Vero Eroe.  

La storia di Jalal dimostra che la vita di un animale è un dono prezioso, un bene supremo per il quale, lui, piccolo grande veterinario, ha scelto di mettere in pericolo la sua di vita, dimostrando al mondo intero che l’uomo comune è capace di gesti che fanno la storia.

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