La Gestione di Cani e Gatti durante l’epidemia COVID-19

Sono episodi isolati, ma aprono uno scenario che capovolge le bufale circolate in questo periodo. I nostri amici a 4 zampe non ci contagiano, anzi, siamo noi a poterli infettare.

Ecco cosa dice in proposito l’Istituto Superiore di Sanità.

La Gestione di Cani e Gatti durante l’epidemia COVID-19

Iniziamo subito sgombrando il campo dalle notizie false che circolano in rete e che possono indurci a diffidare dei nostri amici pelosi: cani e gatti non trasmettono il virus Covid-19 agli esseri umani e, quindi, non dobbiamo temerli o, peggio, abbandonarli!

Lo ribadisce anche la campagna di sensibilizzazione ideata dalla Croce Rossa Italiana, #noinonsiamocontagiosi, che sottolinea come non esistano prove scientifiche del fatto che i nostri animali possano contagiarci. 

Anzi, è esattamente il contrario. l’Istituto Superiore di sanità, infatti, rivela che gli studi in corso indicano che siano proprio loro a dover essere protetti dai pazienti positivi al virus.  L’elevata circolazione del virus tra gli umani in rare occasioni può non risparmiare gli animali che condividono lo stesso ambiente domestico.

I dati, riferiti al 2 aprile, riportano che, a fronte di oltre 800.000 casi confermati nel mondo di Covid-19 nell’uomo, siano solo 4 quelli  negli animali da compagnia. Due cani e un gatto a Hong Kong, pressoché asintomatici, e un gatto in Belgio. In tutti i casi, all’origine dell’infezione degli animali vi sarebbe la malattia dei loro proprietari, tutti affetti da Covid-19.

#ProteggiamoAncheLoro!

Quindi, la raccomandazione da far circolare è quella di adottare comportamenti volti a ridurre al massimo l’esposizione al virus dei nostri amici a 4 zampe.

Anche gli organismi internazionali che si stanno occupando di questo argomento consigliano di evitare effusioni e di mantenere le misure igieniche di base raccomandate. Quali sono? Quelle ormai note. Lavarsi le mani prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o con i loro giochi.

D’altro canto, essendo un virus nuovo, occorre ancora raccogliere molti dati sulla malattia negli animali da affezione. Quattro episodi non cambiano la situazione.  Le evidenze scientifiche hanno accertato che il virus passa da uomo a uomo e non da animale a uomo. Anche se gli ultimi studi pubblicati indicano il pangolino come specie intermedia di trasmissione del virus dal pipistrello all’uomo.

È bene perciò ripeterlo. I casi in questione indicano il passaggio del virus da uomo ad animale e non il contrario e, di conseguenza, vanno prese misure di precauzione per proteggerli. Ma senza generare un allarmismo ingiustificato, Anzi al contrario il nostro amico peloso può essere un eccellente compagno per combattere le nostre ansie in questi momenti di solitudine!

Marcella Valverde

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